Cosa vedere a Stintino

Visitare Stintino e la spiaggia la pelosa

Fino all’estate del 1885 Stintino non esisteva. Vi approdarono quarantacinque famiglie, per metà di origine sarda e per metà di Ponza e di Camogli, dopo una navigazione di poche miglia. Erano pescatori di tonni e venivano dall’Asinara, l’isola dove avevano vissuto  sino al momento in cui il Governo italiano non decise di istituire un lazzaretto e una colonia penale. Stintino appariva, e il nome originario Isthintini, lo ricorda, un lembo di terra fra due budelli di mare, come intestini appunto.

Nelle due cale il breve popolo originario costruì e organizzò i suoi ripari, il porticciolo e le sue abitazioni nella forma e nelle architetture che conosciamo ancora oggi. Fu costruita una nuova tonnara che rimase attiva fino agli Sessanta e di cui si può conoscere la storia e le vicende visitando il Museo della Tonnara non lontano dalla spiaggia delle Saline.

Il boom economico ha portato circa sessant’anni fa allo sviluppo dell’edilizia urbana e turistica e dell’area portuale. 

Nota soprattutto per La Pelosa, una delle spiagge più rinomate dell’isola a due chilometri dal paese, e per essere una delle porte d’accesso privilegiate per l’Asinara, Stintino è attraversata da un imponente flusso turistico che si concentra soprattutto fra luglio e agosto. Le falesie sul lato occidentale, superato il promontorio di Capo Falcone, offrono una visione diversamente bella dalle spiagge fini e le gradazioni incantevoli del turchese: qui le scogliere si gettano a picco su un mare verde cristallino sotto costa e di intenso blu man mano che si allontana dalla terra e non si ferma, sino alle coste spagnole.

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